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C’è una piccola penisola, nel Mar Giallo, che continua a far tremare il mondo. La Corea, divisa in Corea del Nord e Corea del Sud, sembra tornata ad essere sull’orlo di uno scontro.

Dopo il bombardamento nel 23 novembre dell’Isola sud Coreana Yeonpyeong da parte della Corea del Nord, dove sono morti due civili e due marines, il clima dei due paesi torna ad essere rovente. Il Sud Corea ha iniziato nuovamente le esercitazioni militari il 5 dicembre, nonostante la minaccia della Corea del Nord abbia di un nuovo attacco in questa eventualità. Giappone e Stati Uniti riferiscono alla Cina di parlare con il loro alleato e suggerire di evitare nuove provocazioni. Dell’incontro tra la Cina e la Corea del Nord, avvenuto il 9 dicembre, si sa soltanto che i due paesi hanno ribadito la reciproca alleanza.

Intanto, anche il Giappone e gli Stati Uniti stanno effettuando esercizi militari in larga scala nel Mar Giallo, in occasione dell’ anniversario del 50esmo anno di alleanza e dureranno fino al 10 Dicembre.

Ma per capire cosa sta accadendo oggi è necessario avere ben chiaro cosa è successo fino ad ora.

La penisola Coreana fu annessa al Giappone dopo la guerra Russo-Giapponese del 1905 e fu divisa nel 1945 – dopo la seconda guerra mondiale –  in due zone, una occupata dalla Unione Sovietica e l’altra dagli Stati Uniti. Nel 1950 inizia la guerra tra le due parti della penisola per la supremazia sul territorio, che finisce nel 1953 con un armistizio mai firmato.

Di fatto, le due nazioni – La Corea del Nord sotto un regime comunista storicamente sostenuta dalla Cina e la Corea del Sud alleata con gli Stati Uniti –  non hanno mai cessato di essere in conflitto in seguito alla guerra.

Dal 1953 ad oggi, la penisola è divisa in una dicotomia quanto mai estrema.

La Corea del Nord, governata da una delle più rigide dittature del mondo, con 23 milioni di abitanti in estrema povertà e una società fermo agli anni ’50, esclusa dal mondo esterno, educata al culto del partito e di Kim IL Sung, fondatore della Repubblica democratica popolare di Corea. La libertà di stampa del paese è stata segnalata come tra le più scadenti nel mondo. Di fatto la dittatura ha pieno potere di ogni mezzo di comunicazione e la popolazione è pressoché esclusa dalle informazioni dall’estero.

Il paese sopravvive soltanto grazie agli aiuti internazionali, che prima riceveva principalmente dalla URSS. Dopo il suo crollo, il paese è caduto in una crisi economica

Recentemente il paese aveva chiesto alla Cina di aumentare gli aiuti e di intervenire a loro favore presso le Nazioni Unite e le grandi potenze mondiali con lo scopi di impedire che vengano adottate delle sanzioni economiche.

Infatti la Corea del Nord è tra le nazioni più militarizzata del mondo con un totale di 9. 495.000 personale paramilitare.

La questione della corea del nord è principalmente legata al programma nucleare. Infatti, solo pochi giorni precedenti all’attacco all’isola di Yeonpyeong, sono state pubblicate le immagini satellitari della costruzione di una nuova centrale nucleare.

Come è ben risaputo infatti, una delle strategie preferite della Corea del Nord è di chiedere sostegno economico in cambio della rinuncia ai suoi propositi militari.

La Corea del Sud, al contrario, è una repubblica democratica ed è un paese sviluppato, in crescita e con un’alta qualità di vita. E’ quarto tra i paesi asiatici con la più potente economia, la quale è basata sull’esportazione di prodotti elettronici, auto, navi, macchinari, nel settore petrolchimico e nel robotico.

L’episodio del 23 novembre, pur essendo il più grave degli ultimi anni, non è un caso isolato. La tensione tra i due paesi è perenne. Già nel marzo scorso una nave della Corea del Sud è affondata in seguito ad un’esplosione, che secondo alcune indagini risulta essere imputabile ad un siluramento da parte della Corea del Nord.

Di fatto i due paesi sembrano rimanere da anni sul piede di guerra, accusandosi vicendevolmente di provocare l’altro. Cosa si cela sotto l’ultimo attacco, che di nuovo ha che ha messo in pericolo la vita dei civili, abitanti dell’isola, è difficile da definire. La Corea del Nord afferma di aver reagito alle provocatorie esercitazioni militari della Corea del Sud nei pressi dell’isola; un’altra ipotesi è che sia una reazione alle recenti notizie sul nucleare nord-coreano – come a rispondere “guai a chi ci tocca” – ; la terza ipotesi è che sia semplicemente un’inaugurazione per il nuovo leader, figlio di Kim Jong-II , che presto prenderà le redini del paese.

Ma non è tanto il rapporto tra i due paesi a preoccupare, quanto l’equilibrio internazionale che ruota attorno ad essi e cosa comporterebbe un loro conflitto. Gli USA, alleati della parte sud, e la Cina, alleati della parte nord, si troverebbero di nuovo l’uno contro l’altro, nella storica divisione tra comunismo e capitalismo. Questo scenario sembra comunque fuori portata, date le recenti inclinazioni della Cina a dare meno credito al suo piccolo alleato, mentre cerca di avvicinarsi sempre di più all’occidente. Intanto dalle rivelazioni dei Wikileaks trapelano le intenzioni di riunificare la penisola sotto la sola influenza statunitense.

Insomma, una zona in fermento, che anzitutto ci riporta l’attenzione sulle superpotenze, come tutto accada sempre di conseguenza alle loro divisioni.

L’isolamento della Corea del Nord e le sue pretese nucleari sono senza dubbio minacciose, ma non cambia il fatto che dal loro canto Corea del Sud, USA e Giappone continuano con il loro teatrino di “esercitazioni militari”: se nessuno volesse conflitti forse queste esercitazioni si potrebbero anche evitare. Il fatto è che ciascuno sente il bisogno di dimostrare il proprio potere.

La prospettiva a lungo termine dell’attuale situazione nella penisola coreana è decisamente instabile, con confini ancora da contrattare e ideologie e stili di vita completamente diversi.

I miti sulla Corea del Nord hanno fermentato nel tempo, ma di fatto poco si sa di questo paese, tanto chiuso verso l’estero,  con una media di 5 turisti italiani l’anno e ben poche occasioni per confrontarsi con il resto del mondo. C’è chi lo dipinge come una terribile dittatura, chi invece sostiene che i fondamenti del confù siano alla base di questa stessa. Ciò che è sicuro è che è un mondo a parte, che ancora cerca di difendere i suoi muri, che tra poco forse saranno in troppi pochi a volere, senza l’appoggio della grande Cina.

 

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