Turchia e Franca: crisi per il genocidio armeno


Proprio mentre in Siria aumenta il numero delle vittime e la Turchia si trova in una scomoda posizione con il suo vicino, ma anche nello scenario internazionale, il Parlamento francese approva la legge che riconosce le dichiarazioni in negazione del genocidio armeno un crimine punibile.

Stavolta la Francia ci è riuscita davvero: ha compromesso drammaticamente le relazioni con il suo alleato NATO, con il quale già da tempo tirava aria di conflitto: la Turchia. Che Sarkozy e Erdogan non si piacciano granchè è stato ben presto chiaro, quando il Presidente della Repubblica francese ha concesso solo quattro ore per la visita ufficiale in Turchia, nelle vesti di membro della NATO e non di presidente francese, dopo ben 19 anni dall’ultima visita ufficiale di un presidente francese in Turchia.

La Francia non ha mai perso occasione per schierarsi contro la Turchia e contro il suo ingresso nell’Unione Europea (UE). Già a partire da qualche mese fa Sarkozy aveva suggerito alla Turchia di riconoscere il genocidio Armeno, sul quale da anni è in corso una diatriba. Poi la promessa di fare una legge che rendesse “illegale” negare tale genocidio, alla quale la Turchia ha risposto dichiarando che  la legge avrebbe scatenato una crisi diplomatica. Così è stato.

Ieri il Parlamento francese ha approvato una legge che condanna la “negazione del genocidio Armeno” punibile con un anno di prigione o con una multa di ben 45 milioni di Euro. Immediata è stata la reazione del primo ministro turco Erdogan, che ha prontamente richiamato l’ambasciatore turco da Parigi ad Ankara ed ha annunciato che la decisione porterà gravi conseguenze tra le relazioni dei due paesi. Di fatti, oggi è stato annunciato che saranno anche sospesi tutti gli accordi militari ed economici.

Parigi ha invece accolto la gratitudine dell’esecutivo armeno, che si è dichiarato soddisfatto dalla decisione presa dall’alleato europeo.

Molte domande sorgono spontanee: quali saranno i prossimi passi? Quali le coseguenze di tale spacco? Già è stato evidente in altre occasioni quanto l’onore e l’orgoglio siano tra i valori trainanti delle politiche del partito AK, capeggiato da Erdogan, che nell’ultimo anno (se non mesi) non si è tirato indietro mai. Ha congelato le relazioni diplomatiche con Israele a seguito dell’incidente della Mavi Marmara, ha voltato le spalle prima a Mubarak e poi a Gheddafi appena si è reso conto che non avrebbero retto le proteste e ha pubblicamente denunciato il suo ex-alleato Al-Assad di fare uso di una vilolenza inaudita, informandolo di aver perso l’ultima occasione per ascoltare i consigli e sfruttare il supporto che il governo turco aveva da offrirgli.

Stavolta però c’è in gioco la candidatura della Turchia all’UE e il ruolo nella NATO e forse Erdogan dovrebbe stare un pò attento alle reazioni impulsive.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: