Cattiva notizia, buona notizia


Nel mondo del giornalismo, è ben noto come la cattiva notizia sia la migliore notizia: quella che vende di più e quella che le persone leggono con più facilità.

La copertura dei fatti però è ormai un fattore fondamentale del corso dei fatti. Per questo quando due giorni fa la CNN ha mandato in onda un servizio su un gruppo armato keniota pronto per agire durante e dopo le elezioni. La notizia è uscita proprio il giorno in cui a Nairobi, capitale del Kenya, si è svolta una delle più grandi manifestazioni dell’anno in favore della pace. Come non hanno fatto notizia gli appelli del leader politici agli elettori per rispettare il risultato elettorale e non scatenare vendette.

L’indignazione si è manifestata sul twitter (social media molto ultilizzato dai kenioti), dove con l’hashtag “#SomeoneTellCNN (qualcuno dica alla CNN) la CNN è stata rimproverata per la compertura negativa.

A volte, una buona notizia può dare spazio ad altre buone notizie. Anche se venderanno meno.

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