La notte dei fuochi


Pubblicato su ISPI online:

È stata una di quelle notti durante le quali è quasi impossibile dormire per la citta’ di Istanbul. Le immagini di Taksim che brucia rimarrà nella memoria di molti: di coloro che spaventati guardavano le fiamme dal parco e quelli che con dolore e apprensione le guardavano in televisione.

Per tutta la giornata di ieri i lacrimogeni hanno riempito non solo Taksim, ma anche tutti  gli uffici ed i negozi di Istiklal, strada principale di Istanbul che porta in piazza.

La polizia si è fermata solo qualche minuto prima l’annunciata conferenza stampa della Piattaforma Solidarietà Taksim.  Appena cessati i lacrimogeni, piccoli cortei hanno raggiunto la piazza dal parco, pronti a riprendersela. Il gruppo di Beşiktaş Çarsı è arrivato su un camion. Intanto però la città di Istanbul risente sempre di più del braccio di ferro tra forze dell’ordine e manifestanti. Le barriere vecchie vengono portate via dalle camionette della polizia, mentre nuove vengono costruite. Alcuni gruppi hanno bruciato (o lasciato bruciare, non ci sono testimoni oculari affidabili per stabilire chi abbia iniziato il fuoco) alcune delle ruspe del cantiere di Piazza Taksim e qualche macchina.  Fumo nero si è alzato dalla Piazza.

Tra le sette e le otto del pomeriggio Taksim si è lentamente riempita di gente, raccolta in un’assemblea pacifica. La situazione è degenerata poi durante il comizio, quando verso le otto e mezza le forze dell’ordine hanno bombardato la folla di lacrimogeni, spargendo improvvisamente il panico e disperdendo in pochi minuti tutta la piazza. Dopo poco, molti dei manifestanti erano già pronti a tornare, ma ben presto la piazza è diventata teatro di ciò che dalle telecamere sembrava la fine di tutto. Dalle barricate si sono alzate delle fiamme e la piazza è tornata vuota. Solo i poliziotti, poco dopo, ci sono rientrati.

Nonostante la promessa di non toccare Taksim e non toccare il parco, alcune bombe sono state lanciate anche su Gezi e la polizia, pur non sgomberando le tende, ha fatto irruzione, senza pero’ sgomberare l’occupazione.

Il bilancio della giornata di ieri é stato il peggiore di queste due settimane a Istanbul. Alle ore 20 di ieri secondo il giornale Radikal erano gia’ stati diagnosticati 21 trauma cranici, 18 casi di fratture, 7 ricoverati per crisi respiratoria, 1 caso di attacco epilettico, 460 ospitalizzati per esposizione a gas, 81 casi di traumi e lesioni causati da granate a gas e proiettili di plastica, 10 casi di ustione.

Questa mattina Istanbul si é svegliata di nuovo sotto la pioggia, Gezi Park rimane in mano agli attivisti, mentre piazza Taksim é ancora occupata dal poliziotti.

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