Governo turco: Siamo pronti ad usare l’esercito. Proteste sileziose ad Istanbul in risposta


Nuove forme di protesta si stanno diffondendo in Turchia, a seguito delle dure parole del governo. Il Vice Primo Ministro Bülent Arınç ha annunciato che da adesso in poi chiunque entri in Gezi Park sarà ritenuto “terrorista” e che se le proteste dovessero continuare lo stato userà qualsiasi tipo di forze per bloccarle, compreso l’esercito. il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan ha invece annunciato che ci saranno ricerche approfondite sui Social Media e sui giornali, per identificare tutte le persone che hanno dato supporto alle proteste.

A distanza di tre giorni dallo sgombero di Gezi Park, la polizia continua a pattugliare Istanbul. Se solo fino a tre settimane fa le ruspe si accingevano a distruggere il parco, adesso il Primo Ministro ha dato l’ordine di ripiantare fiori e terreno erboso, dopo aver sottolineato durante il suo comizio di Domenica a Istanbul che è il governo ad essere ambientalista e non certo i manifestanti.

Intanto ieri ha avuto luogo a Istanbul lo sciopero generale dei sindacati, che ha dimostrato quanto poco siano importanti queste istituzioni in Turchia, soprattutto se visti in paragone con i corrispettivi in Italia, dove uno sciopero dei tre sindacati principali riempirebbe Roma. Ieri pomeriggio, i sindacati turchi più importanti, DISK e KESK, con la polizia che li circondava, hanno marciato su Istiklal senza fare rumore, per poi ritirarsi dalla scena dopo le cariche della polizia.

È ormai evidente a tutti che con un così massiccio uso delle forze dell’ordine, qualsiasi tentativo di protesta sarebbe vano. Ad ogni modo, ieri sera, verso le 20,30 un individuo ha dato inizio a un altro tipo di manifestazione di dissenso. Si è fermato in Piazza Taksim, rivolto verso il Centro Culturale Ataturk e non si è più mosso fino alle tre di notte circa. È rimasto lì con lo sguardo fisso, nella stessa posizione, senza fare niente. Ben presto qualche passante si è aggregato per qualche minuto in sostegno della protesta. Alle una di notte, i passanti fermi rivolti verso il Centro erano già più 300 e la polizia li ha invitati a smettere.

Alcuni hanno continuato a “rimanere in piedi” in piccoli cerchi, mentre l’uomo è rimasto nella stessa posizione fino verso le tre di notte. Intanto su Twitter #DuranAdam (L’uomo che sta in piedi/fermo) è diventato l’hash tag più popolare a livello globale ieri sera.

“L’uomo che sta fermo” è Erdem Gündüz, ballerino e coreografo emergente turco. I suoi amici fanno sapere che nello zaino che giace ai suoi piedi porta acqua e biscotti. Contribuire a tale rifornimento è l’unico modo per aiutare la protesta, aggiungono, poiché fermandosi a partecipare all’atto di resistenza si verrebbe a formare una folla, che potrebbe essere definita legalmente come una protesta  o assemblea e quindi contestabile.

Per sapere di più, guardate il sito internet di #DuranAdam.

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