Istanbul: A distanza di una settimana, i manifestanti rientrano in piazza


Ieri in Piazza Taksim qualche migliaia di persone si sono radunate per commemorare le vittime delle proteste delle ultime settimane.  Garofani sono stati raccolti in Piazza attorno alle foto dei deceduti.

Dopo circa un’ora di raggruppamento pacifico, i manifestanti sono stati di nuovo attaccati con idranti e lacrimogeni e sgomberati dalla polizia, a Istanbul come ad Ankara, dove anche un giornalista straniero è stato colpito dagli idranti durante un servizio.

Per oggi a Istanbul è previsto il Trans Pride, che pur senza aver avuto l’autorizzazione quest’anno, sfilerà da Istiklal verso Taksim, mentre a Kadikoy, nella parte Europea, si celebra il ventesimo anniversario dei tristi eventi di Sivas, cittadina dell’Anatolia Centrale, dove nel 1993  35 persone sono state uccise durante un festival culturale della minoranza alevita.

A Istanbul come in tutta la Turchia il clima continua ad essere molto teso.

A seguito delle pressioni del Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan, I servizi segreti turchi MİT hanno iniziato le investigazioni sulla presunta influenza estera e delle lobby  finanziare nell’organizzazione delle proteste in Turchia.

Il Primo Ministro ha anche dichiarato che la protesta costituisce un tentativo di sabotaggio per il processo di pace con il PKK, Partito dei Lavoratori Curdi, riconosciuto, associazione terroristica dall’Unione Europea e gli stati uniti.

Erdogan, nei suoi discorsi pubblici, fa sempre più frequente riferimento alla religione, sottolineando i comportamenti immorali dei manifestanti, ripetendo che entrano con le scarpe e bevono alcol nelle moschee. Ciò che preoccupa è l’apparente volontà del primo ministro di creare un clima di tensione e antagonismo nel paese basato sul credo religioso.

Da Sabato scorso, quando Gezi Park e Taksim sono stati sgomberati dalla polizia, circa 35 parchi della città di Istanbul sono divenuti teatri di forum e dibattiti, mentre ovunque nella città gruppi di persone provenienti da diversi settori si stanno formando spontaneamente per discutere di come procedere con il dissenso pacifico.

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