Tornati liberi i rappresentanti di Solidarietà Taksim


Rilasciati i 12 protestanti –  tra cui alcuni rappesentanti della Piattaforma Solidarietà Taksim – che sono stati arrestati durante le manifestazioni dello scorso lunedì ed accusati di “formare gruppi illegali con fini criminali”.

Una delle corti di Istanbul ha rilasciato i manifestanti arrestati lunedì scorso durante glil scontri ad Istanbul. I manifestanti erano stati accusati “di formare gruppi illegali con fini criminali”.  Tra gli arrestati c’erano anche dei rappresentanti della Piattaforma Solidarietà Taksim, che è stata l’iniziatrice dell’occupazione di Gezi Park e la piu presente durante le proteste.
I giudici hanno rilasciato gli accusati per mancanza di prove. Subito dopo l’annuncio della decisione della corte, la Piattaforma Solidarietà Taksim ha detto che la resistenza continuerà: “Abbiamo restistito all’oppresssione per 45 giorni. Ci attaccano con lacrimogeni, proiettili di gonna e ci prendono in custodia, ma resisteremo. La Piattaforma di Solidarietà Taksim è stata chiamata un’organizzazione criminale nel riassunto del processo. Ma i veri criminali sono proprio coloro che hanno preparato questo riassunto”.

Segnali preoccupanti

La notizia della liberazione sembra rassicurare sulle vere intenzioni della polizia, che piu volte durante la manifestazione si è limitata a prendere in custodia individui senza alcuna precisa ragione – esattamente come è successo al fotografo italiano Daniele Stefanini-, ma fortunatamente solo per qualche giorno.

Puttroppo però le ricerce su twitter e su Facebook vanno avanti. La polizia ha di recente accusato la Piattaforma Solidarietà di provocare il disordine e minacciare l’ordine pubblico, causando feriti e provocando lo spargimento a macchia d’olio delle proteste nel resto del paese.

Il Dipartimento di Polizia di Istanbul ha anche citato esempi concreti di istigazione al disordine attraverso alcuni twits. La Piattaforma è inoltre accusada di diffamare la polizia e aver causato danni agli esercizi privati.

Turchia: sesta vittima delle proteste


La sesta vittima delle proteste degli ultimi mesi in Turchia. Ali Ismail Korkmaz è morto oggi in ospedale.

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E’ morto questa mattina in ospedale lo studente Ali Ismail Korkmaz, di 19 anni, rimasto ferito durante una delle proteste di Eskişehir, cittadina studentestca poco disante da Istanbul.

Ali sarebbe stato pestato da un gruppo anti-protesta intervenuto il 3 Giugno durante una delle manifestazioni. Gli aggressori non sono ancora stati identificati e le telecamere di sorveglianza attorno alla zona dove sono avvenuti gli scontri non conterrebbero immagini di quella sera.

Ad Ali è stato diagnosticata un’emorragia celebrale presso l’Ospedale Pubblico di Eskişehir e poi trasferito all’ospedale di  Osmangazi, dove è stato operato il giorno seguente.

Le vittime dichiarate dall’inizio delle proteste sarebbero 6 in totale adesso, incluso l’ufficiale della polizia caduto da un ponte durante le manifestazioni.

A Istanbul e ad Ankara stasera si sono tenute diverse proteste di commemorazione, durante le quali si sono alzati cori tra i quali “polizia assassina” e “stato assassino”.

Come riaprire Gezi Park


Fine settimana all’insegna dei lacrimogeni e degli scontri ad Istanbul. Dopo la manifestazione di sabato, il parco è stato riaperto al pubblico e chiuso poche ore dopo a causa dell’intervento della poilzia

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Dal giornale “Sol”

Dopo la manifestazione di sabato ad Istanbul, repressa dalla polizia con idranti e lacrimogeni, il parco è stato riaperto lunedì 8 Luglio e chiuso poche ore dopo a causa dell’intervento della polizia, che ha voluto disperdere gli attivisti che già stavano rientrando al parco e iniziando i loro forum di discussione.La polizia non si è fermata a Gezi, però, ed ha continuato fino a tarda sera a spargere lacrimogeni e proiettili di gomma contro manifestanti e passanti. Un lacrimogeno è stato lanciato anche vicino al giardino del Consolato Britannico a Istanbul. Un ragazzo di 17 anni è al momento in condizioni critiche, dopo essere stato colpito da un lacrimogeno.

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Dal giornale “Sol”

Circa 37 persone sarebbero state arrestate, tra cui anche rappresentanti della Piattaforma di Solidarietà Taksim e l’Associazione di Dottori Turchi.

Il governatore di Istanbul Husseyin Mutlu ha ribadito che non saranno permessi slogan, cartelloni e assemblamenti di attivisti all’interno del parco.

Parlando del parco che solo qualche mese fa si voleva demolire ha aggiunto: “questo parco è per i cittadini di Istanbul. Trasformarlo in un’area di protesta è una tortura per la società. I cittadini di Istanbul rivogliono il loro parco indietro”. Il parco è stato riaperto durante la notte e la Piattaforma di Solidiarietà Taksim ha già annunciato che vi si receranno oggi alle 19, per esercitare il loro “diritto di assemblamento pacifico senza necessità di autorizzazione così come previsto dall’Articolo 34 della costituzione turca.

Il gioco dell’acqua


Piattaforma Solidarietà Taksim chiama i manifestanti a Taksim. Tornano i “toma” con gli idranti in Istiklal

Ieri sera è stata repressa con i metodi già ben noti la manifestazioneh annunciata dalla Piattaforma Solidarietà Taksim, per celebrare la decisione del Tribunale di Istanbul, che ha dichiarato l’annullamento del Progetto di Piazza Taksim voluto dall’amministrazione del partito di maggioranza AKP.

La manifestazione, che avrebbe dovuto raggiungere Piazza Taksim alle 19,00 di ieri sera, è stata repressa sul nascere, su Istikal, prima ancora di raggiungere la piazza. I “toma” (camionette della polizia muniti di idranti), dopo aver disperso la folla, sono entrate nelle viuzze adiacenti alla strada principale, dove la “caccia all’uomo” ha portato ad almeno 30 arresti.

Il governatore della Provincia di Istanbul Hüseyin Avni Mutlu, il quale ha annunciato durante la giornata di ieri l’apertura di Gezi Park per Lunedì 8 Luglio, aveva già commentato che “non saranno permessi assemblamenti”.

Il Ministro degli Affari Interni Muammer Güler ha aggiunto “Non consentiremo a nessuna tenda di entrare nel parco. Se le proteste illegali ovviamente ci saremo con “toma”, polizia e qualsiasi altro mezzo e strumento. Perché non vengono a prendersi cura dei fiori? Che venghino a godersi i fiori e gli alberi”.

Nella zona di Talimhane alcuni individui con coltelli ed altri oggetti fendenti hanno aggredito i manifestanti. Su Twitter sono piovute accuse verso la polizia per non aver cercato di fermare li individui armati.

Secondo il giornale turco Radikal sono circa 30 le persone arrestate durante gli scontri di ieri sera, mentre secondo alcune fonti su Twitter sono stati riportati qualche decina in più.

Una manifestazione molto partecipata è nata spontaneamente sul l’altra sponda del Bosforo nel quartiere di Kadikoy in solidarietà con Taksim.

Il bilancio che nessuno ci tiene a fare – le vittime di Gezi


Quasi 300 minorenni in custodia, 8,000 i feriti e 5 le vittime dichiarate degli scontri dello scorso mese in Turchia. Il sindaco di Ankara paventa l’idea di dedicare un parco a ciascuna vittima.

Isadora Bilancino - Giugno 2013 - Piazza Taksim, Istanbul

Isadora Bilancino – Giugno 2013 – Piazza Taksim, Istanbul

Turchia: Abdullah Cömert, ventidue anni, é morto colpito alla testa da un lacrimogeno. Ethem Sarısülük é deceduto a causa della ferita alla testa causata dall’arma da fuoco di un ufficiale della polizia. Mehmet Ayvalıtaş, 20 anni, é stato investito da una macchina durante le proteste, Zeynep Eryaşar é morta di un attacco al cuore dopo essere stata esposta ai gas lacrimogeni. L’ufficiale della polizia Mustafa Sarı ha perso la vita candendo da un ponte nella provincia di Adana.

60 degli 8000 feriti sono in condizioni gravi, 11 persone hanno perso un occhio, 103 persone hanno subito un trauma cranico.

Questo é il bilancio che emerge delle proteste dello scorso mese, stando a quanto riportato dal giornale turco Radikal. Molte sono state le occasioni di commemorazione per le vittime e negli ultimi giorni ci sono stati cortei e cori contro la liberazione del poliziotto che ha sparato a Ethem Sarısülük, dichiarato innocente in quanto mosso dalla necessita’ di legittima difesa.

Isadora Bilancino - Giugno 2013 - Gezi Park

Isadora Bilancino – Giugno 2013 – Gezi Park

Inoltre, l’associazione Gündem Çocuk ( Priorita Bambini) ha  pubblicato un rapporto secondo il quale sono 294 i minorenni presi in custodia durante le proteste e uno di loro é stato ferito da un proiettile.

Gezi resta Gezi. Respinto l’appello del Ministro della Cultura e del Turismo.


Respinto il ricorso del Ministero della Cultura e del Turismo, che aveva chiesto la revisione della decisione della Corte Amministrativa di Istanbul di sospendere i lavori di  demolizione del parco Gezi.

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Istanbul, Turchia: il tribunale di Istanbul ha respinto l’appello del Ministero della Cultura e del Turismo per  la revisione della decisione presa poche settimane fa riguardo all’incostituzionalità del progetto di demolizione del Parco Gezi e perciò la sua sospenzione. Tale decisone dovrà essere riconfermata tra due mesi in via definitiva.

Se le manifestazioni dello scorso mese non sono bastate a convincere il Primo Ministro Turco Recep Tayyip Erdogan a fare un passo in dietro su Gezi, in un modo o nell’altro hanno comunque raggiunto uno degli obiettivi. Molto probabilmente il parco rimarrà un parco.

Intanto Gezi è ancora chiuso al pubblico, nonostante la dichiarazione del 27 Maggio del governatore della Provincia di Istanbul Hüseyin Avni Mutlu, il quale aveva annunciato che il parco sarebbe stato riaperto a breve.

Nerdesin Aşkım – Dove sei amore


30 Giugno 2013 – LGBT Pride Istanbul


Diyarbakir – Istanbul


Dopo il Trans Pride della scorsa settimana, a Istiklal sono tornate le bandiere ed i cori. Il BDP (Partito della Pace e della Democrazia) ha marciato con il corteo, composto da circa 10.000 persone

Istikal oggi ha accolto di nuovo un corteo, questa volta un segno di protesta contro le violenze della polizia contro una manifestazione che ha avuto luogo a Lice (località dell’est del paese vicino a Diyarbakir) venerdì, contro la costruzione di una postazione militare nella cittadina. Durante gli scontri con la polizia è stato ucciso un ragazzo diciottenne e molte altre persone sono state ferite.

La situazione potrebbe portare ad ulteriori tensioni. Il governo ha infatti recentemente iniziato il processo di pace con il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), riconosciuto come gruppo terrorista. A seguito della dichiarazione di iniziazzione del processo di pace, le truppe dei ribelli curdi hanno iniziato la ritirata, spostandosi in territorio iracheno.

Illustrazioni da Occupy Gezi


http://elmaaltshift.com/2013/06/24/occupy-gezi-illustrations/