Turchia: i gradini della resistenza, #direnmerdiven


Lo scorso mercoledì un abitante del quartiere di Cihangir a Istanbul ha pitturato delle scalinate della zona con i colori dell’arcobaleno. Il comune le ha ripitturate di grigio la notte stessa. Da allora è in corso una nuova protesta in Turchia: quella dell’arcobaleno.

Foto da Facebook, Istagram e Twitter. Sito delle scale colorate in Turchia:
http://gokkusagidevrimi.tumblr.com/
Önder Zenta Taşkaya, Kıvanç Sert

Non si fermano i giovani turchi. Finita l’estate e la festa religiosa del Ramadan, i cittadini hanno già cominciato a dar segni d’insofferenza verso le istituzioni. Questa settimana sono state delle scale dipinte color arcobaleno a riportare i giovani per le strade (anzi, per le scale). Lo scorso mercoledì un abitante di Cihangir, a Istanbul, ha concluso il suo contributo al vicinato, che già aveva suscitato curiosità al suo nascere, finendo di dipingere le scalinate del quartiere che scendono verso il Bosforo dei colori dell’arcobaleno.  Foto delle scale multicolore hanno invaso i social media, accompagnati da commenti di allegria e soddisfazione. Al mattino seguente, le scale erano tornate grigie. Nonostante l’iniziale smentita del comune, sarebbe stata l’amministrazione locale a dare l’ordine di riportare i gradini al loro colore iniziale. Nei giorni seguenti un nuovo hashtag ha spopolato su twitter: #direnmerdiven, letteralmente traducibile come #resistenzascale.

I cittadini indignati per la scelta di censurare l’opera pubblica e spontanea del quartiere di Cihangir si sono organizzati sui social media e nel giro di qualche giorno hanno lanciato eventi locali per “ripitturare” la città dei colori della pace, in alcune zone ottenendo il consenso del comune. In diversi quartieri di Istanbul, Ankara, Izmir, Diyarbakir e Çanakkale i gradini dei luoghi pubblici si stanno lentamente ricoprendo di colori, simboli della pace e slogan per uguaglianza sociale e contro l’oppressione delle istituzioni.

Ormai, più che una lotta contro il governo, le proteste nel paese, che stanno cambiando forma e si rinnovano ogni giorno, sembrano delinearsi come proteste contro “il sistema” e le istituzioni, attraverso i tanti mercatini di baratto tenutisi durante tutta l’estate, i forum di discussione, i cinema e i concerti all’aperto.  Una sorta di ribellione contro le imposizioni dall’alto, contro il consumismo sfrenato che ha investito il paese negli ultimi anni, una richiesta di riappropriazione degli spazi pubblici e una voglia di ritrovarsi “faccia a faccia”, riscoprendo i legami di quartiere e la forza della comunità.

I gradini della resistenza probabilmente saranno solo la ripresa iniziale di un movimento che appare spontaneamente, genuinamente e fermamente convinto di riuscire, passo per passo, a cambiare qualcosa.

Twitter: @isabilas

 

 

 

 

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Come riaprire Gezi Park


Fine settimana all’insegna dei lacrimogeni e degli scontri ad Istanbul. Dopo la manifestazione di sabato, il parco è stato riaperto al pubblico e chiuso poche ore dopo a causa dell’intervento della poilzia

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Dal giornale “Sol”

Dopo la manifestazione di sabato ad Istanbul, repressa dalla polizia con idranti e lacrimogeni, il parco è stato riaperto lunedì 8 Luglio e chiuso poche ore dopo a causa dell’intervento della polizia, che ha voluto disperdere gli attivisti che già stavano rientrando al parco e iniziando i loro forum di discussione.La polizia non si è fermata a Gezi, però, ed ha continuato fino a tarda sera a spargere lacrimogeni e proiettili di gomma contro manifestanti e passanti. Un lacrimogeno è stato lanciato anche vicino al giardino del Consolato Britannico a Istanbul. Un ragazzo di 17 anni è al momento in condizioni critiche, dopo essere stato colpito da un lacrimogeno.

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Dal giornale “Sol”

Circa 37 persone sarebbero state arrestate, tra cui anche rappresentanti della Piattaforma di Solidarietà Taksim e l’Associazione di Dottori Turchi.

Il governatore di Istanbul Husseyin Mutlu ha ribadito che non saranno permessi slogan, cartelloni e assemblamenti di attivisti all’interno del parco.

Parlando del parco che solo qualche mese fa si voleva demolire ha aggiunto: “questo parco è per i cittadini di Istanbul. Trasformarlo in un’area di protesta è una tortura per la società. I cittadini di Istanbul rivogliono il loro parco indietro”. Il parco è stato riaperto durante la notte e la Piattaforma di Solidiarietà Taksim ha già annunciato che vi si receranno oggi alle 19, per esercitare il loro “diritto di assemblamento pacifico senza necessità di autorizzazione così come previsto dall’Articolo 34 della costituzione turca.

Istanbul: giorno 6


Taksim e Gezi Park gremite oggi a Istanbul. La sera riprendono gli scontri nel quartiere di Besiktas. Continuano gli scontri ad Ankara.

Taksim - 2nd of June

Taksim – 2nd of June

Gezi Park torna nelle mani degli occupanti. Oggi piazza gremita ad Istanbul, in Taksim.  Niente polizia e niente violenze. Una dimostrazione pacifica, con famiglie e bambini. Presenti molte associazioni e partiti minori e rappresentanti del movimento LGTB. Chiamare “manifestanti” coloro che sono giunti al parco e in piazza non è esatto. Non ci sono veri e propri cortei, né bandiere di partiti. Piuttosto sono persone di ogni età e di diverse ideologie, che ogni tanto inneggiano cori congiuntamente, altre volte semplicemente passeggiano per il parco o ci tengono ad essere presenti a sostenere la protesta.

Oggi pomeriggio, senza polizia, il parco e la piazza erano un luogo di riunione per tutti coloro che si vogliono riappropriare di Istanbul. Un pick-nic domenicale di spropositate misure.

Ruspe e veicoli per i lavori sul parco sono stati danneggiati durante la notte dai manifestanti. La recintazione del cantiere di fianco al parco e alla piazza è stato abbattuto.

Allo scendere della sera, la polizia torna nel quartiere di Besiktas, dove hanno lanciato gas lacrimogeni di diversi tipi sulla folla che si era formata lungo le strade. Giungono segnalazioni preoccupanti dal quartiere di persone che chiedono di medici e aiuto.

Intanto si smentisce la notizia di due morti nei giorni passati a Istanbul. Ad Ankara invece un video testimonia che un manifestante sia stato travolto dal veicolo della polizia. Nella capitale proseguono gli scontri, che nella giornata di oggi hanno portato almeno ad un ferito grave.

Istanbul si risveglia dopo una notte di scontri


ImageIstanbul si sveglia stamattina bagnata dalla pioggia e acciaccata dagli scontri di ieri.

Dopo il pomeriggio relativamente calmo, durante il quale la polizia si è ritirata da Taksim, permettendo ai manifestanti di riempire la piazza e di rioccupare il Parco Gezi, verso le 5 l’odore del gas ha iniziato a diffondersi di nuovo nell’aria.

A Besiktas, quartiere che si incontra scendendo da Taksim verso il Bosforo, la polizia si è scontrata con un corteo. Non è ben chiaro se il corteo stesse cercando di raggiungere Taksim o se semplicemente, essendo la piazza tropo piena, alcuni avessero deciso di rimanere a manifestare lì piuttosto che cercare di unirsi alla massa.

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Con il calare della sera, gli scontri si sono fatti più violenti e i manifestanti più irascibili. Si sono iniziati a verificare i primi atti di vandalismo: sono state rovesciate macchine per formare barricate e spaccate altre vetrine.

La televisione ha mostrato a lungo le immagini di Besikas, in mano alla polizia e ai lacrimogeni. Da twitter e Facebook (che nonostante le voci non sono stati soppressi fortunatamente), sono iniziate ad arrivare segnalazioni: la polizia ha iniziato ad usare un nuovo tipo di gas, molto più forte del primo, che in tanti hanno subito pensato fosse il famoso Agente Arancio usato in Vietnam. Il panico si è scatenato tra alcuni dei dimostranti e degli abitanti del quartiere e le linee per chiamare i dottori che si erano offerti volontari per aiutare erano intasate.

Per questa mattina non sono ancora riportati alcuni scontri. Chi manifesta dev’essere stanco, arrivato al terzo giorno. Intanto gli occupanti sono di nuovo a Gezi Park.

Il Primo Ministro ha fatto sapere che quella del Centro Commerciale era solo un’idea e che ancora non è stato deciso chiaramente cosa ne sarà del parco. Per Erdogan queste manifestazioni sono state un duro colpo alla reputazione. Grazie ai Social Media, le immagini degli abusi di potere della polizia sono stati sotto gli occhi di tutto il mondo e non saranno dimenticate facilmente dai cittadini turchi.